Ultima modifica: 1 giugno 2017

B.E.S.

BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI 

(A cura della Responsabile Area BES Prof.ssa Luisa Polacco)

Cosa si intende con il termine “Alunni con B.E.S. ?” Il MIUR ha introdotto il riconoscimento degli alunni B.E.S. ovvero alunni con Bisogni Educativi Speciali poichè viene riconosciuto che ” ogni alunno, con continuità o per determinati periodi, può manifestare Bisogni Educativi Speciali: o per motivi fisici, biologici, fisiologici o anche per motivi psicologici, sociali, rispetto ai quali è necessario che le scuole offrano adeguata e personalizzata risposta” (direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012). In quali casi è possibile identificare un alunno con B.E.S. ? Le situazioni in cui l’apprendimento può essere difficoltoso o complesso sono molteplici. Il 27 Dicembre 2012 è stata emanata dal MIUR la direttiva “Strumenti d’intervento per gli alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica”. Nella direttiva si fa presente che l’identificazione degli alunni con disabilità non avviene esclusivamente sulla base dell’eventuale certificazione, ma è possibile far riferimento al modello diagnostico ICF (International Classification of Functioning) per individuare i Bisogni Educativi Speciali (BES) degli alunni. L’area dei Bisogni Educativi Speciali, conosciuta in Europa come Special Educational Needs, rappresenta quell’area dello svantaggio scolastico che comprende tre grandi sotto-categorie: ? quella della disabilità (DVA ) per il cui riconoscimento è necessaria la presentazione della certificazione ai sensi della legge 104/92 ? quella dei disturbi evolutivi specifici (BES 2 e BES 3) ? quella dello svantaggio socio-economico, linguistico, culturale (BES 4) All’interno dei Disturbi Evolutivi Specifici rientrano: ? DSA (Dislessia, Disortografia, Disgrafia, Discalculia) e per il cui riconoscimento è necessario presentare la diagnosi di D.S.A. ai sensi della legge 170/2010; ? Deficit del linguaggio ? Deficit abilità non verbali ? Deficit della coordinazione motoria (disprassie) ? Deficit dell’attenzione e dell’iperattività ADHD ? Disturbo dello spettro autistico lieve ? Borderline ? Disturbo oppositivo /provocatorio ? Disturbi d’ansia ? Disturbi dell’umore All’interno dello Svantaggio linguistico-culturale e socio-economico rientrano: ? Svantaggi linguistici; ? Svantaggi culturali; ? Svantaggi socio-economici; ? Alunni con disagio comportamentale/relazionale; Nella Direttiva Ministeriale sono contenute alcune indicazioni e strategie precise che sono proprie della scuola italiana in ottica inclusiva, volte a consentire a tutti gli alunni, qualsiasi siano le loro difficoltà, il pieno accesso all’apprendimento. L’attenzione viene quindi estesa ai Bisogni Educativi Speciali nella loro totalità, andando oltre la certificazione di disabilità, per abbracciare il campo dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento. La direttiva sancisce quindi il diritto per tutti gli alunni che presentano queste tipologie di difficoltà/svantaggio di avere accesso a una didattica individualizzata e personalizzata. Le strategie, le indicazioni operative, l’impostazione delle attività di lavoro, i criteri di valutazione degli apprendimenti e i criteri minimi attesi trovano definizione all’interno del PDP – Piano Didattico Personalizzato dell’alunno.